Lectio per il tempo di Avvento 2025
Le guarigioni e il vangelo del Regno
“Il trionfo della terapeutica”, così Philip Rieff intitolava già 70 anni fa un saggio dedicato al destino della nostra civiltà. Il titolo era un allarme: la piega terapeutica della nostra cultura sancisce la rimo-zione della questione seria posta ad ogni uomo, che fare della pro-pria vita. Maestro buono, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna? – questa è la questione seria.
La domanda del giovane ricco è insolita e sorprendente. Le richieste rivolte con più frequenza a Gesù sono quelle di guarigione. E Gesù le accoglie. Gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati, – così Matteo sintetizza l’opera di Gesù nel tempio di Gerusalemme alla fine dei suoi giorni, e aggiun-ge una spiegazione: questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie. La sintesi di Matteo è audace; intesa alla lettera è falsa; Gesù non operò mai guarigioni nel tempio, ma nelle sinagoghe e più spesso in luoghi appartati. È vero però che proprio a motivo delle sue guarigioni si rese insopportabile ai custodi del tempio; per quei segni alla fine dal tempio fu cacciato.
«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere»: l’ostilità dei capi del tempio alle guarigioni da lui compiute condusse alla fine alla sua condanna a morte. Attraverso la sua morte Egli ha preso su di sé le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie. Ha distrutto il tempio vecchio e in tre giorni lo ha ricostruito.
Ciechi e storpi non furono guariti nel tempio; eppure proprio attra-verso quei gesti Gesù annunciò il vangelo del regno e iniziò in tal modo la costruzione del nuovo tempio. Le guarigioni attestavano la presenza potente del regno di Dio fuori del tempio, fuori da questo tempio di pietra, e preparano il posto del tempio nuovo.
Le guarigioni sono alla radice dell’annuncio del vangelo, il regno di Dio si è fatto vicino. Ma per intendere il nesso tra le guarigioni e il vangelo occorre riconoscere in esse dei segni, che rimandano ad al-tro. Il riconoscimento non è facile. Non è espresso da chi applaude alle guarigioni e ne chiede sempre altre, ma non si converte al regno di Dio vicino.
Per giungere, attraverso le guarigioni, a conoscere il vangelo del re-gno e a credere in esso occorre convertire la qualità dei nostri desi-deri. Occorre passare dal desiderio di guarire le malattie e così con-servare la vita al desiderio di dare la nostra vita nel suo nome e così salvarla.
Cercheremo di esercitarci in tale conversione meditando su quattro segni di guarigione operati da Gesù. teriorizzazione del culto. È appunto attraverso la recita dei monaci che i salmi giungono fino a noi.
Programma
Gli incontri si terranno nella Basilica di San Simpliciano dalle ore 21:00 e termineranno entro le ore 22:00.
Di seguito il calendario:
17 novembre: “Gli inizi in sinagoga a Cafarnao ” – Mc 1, 21-39
24 novembre: “Il lebbroso purificato” – Mc 1, 40-45
1 dicembre: “Il paralitico perdonato” – Mc 2, 1-12
15 dicembre: “L’uomo dalla mano inaridita messo al centro” – Mc 3, 1-6

Archivio incontri:
Testo del primo incontro non disponibile
Testo del terzo incontro non disponibile
Audio del terzo incontro non disponibile
Testo del quarto incontro non disponibile
